Nuova tavoletta e nuove opportunità

Spesso lo strumento adatto, la marca di colore di qualità, il pennello o le matite giuste possono segnare la differenza. Anche una tavoletta grafica più adatta può farti cambiare marcia: il poter disegnare direttamente sullo schermo, poterlo “trattare” come se fosse un foglio, “abbracciare” l’intero disegno con un solo colpo d’occhio mentre hai perfetta coscienza di dive è la tua matita, digitale, in questo caso, unitamente alle enorme potenzialità del digitale ti danno non una ma almeno 20 marce in più. La mia nuova tavoletta non è una Ferrari, non sono un professionista, non mi serve, ma è una solida utilitaria. E non ho ancora inserito la seconda…….

 

 

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L’Evoluzione

Ogni gruppo di giochi di ruolo ha un suo membro che se la cava a disegnare e si diverte a creare veloci bozze dei personaggi di tutti o a raffigurare scene particolarmente epiche o divertenti.

Nel nostro gruppo di “old players” sono io.

Tre anni fa decisi di mettere in striscia una veloce e divertente giocata compiuta da due giocatori. Fu una cosa veloce, approntata senza nemmemo pensarci su e saltò fuori una cosa del genere

Cosa fatta in una mezza giornata, giusto per ridere.

Ma il tempo passa, tu continui a disegnare, ti evolvi (lo speri), cambi e quella striscia non ti piace più.

Come l’uomo che per arrivare a correre prima gattona, poi si mette in piedi seppur traballando e poi arriva a correre, era arrivato il momento di smettere di gattonare e provare ad alzarsi su due gambe. Per cui, una giornata di Agosto, decidi che è ora di raccontare una storia più articolata e di farci un fumetto e, senza averne le basi o le conoscenze, affronti TUTTI i passagi per fare un fumetto: sceneggiatura, storyboard, composizione e ricerca referenze, matite, salti l’inchiostrazione, passaggio in digitale, lettering e colorazione con photshop provando e riprovando.

Il risultato è questo:

In realtà avrei voluto cambiare le prime due tavole, mi fanno schifo ma poi mi sono detto che non me ne frega nulla. Non sono un professionista che deve fare vedere quanto è bravo e che vuole farsi pubblicità. In realtà volevo solo fare vedere che si può migliorare semplicemente applicandosi e non accontentandosi. Le tavole sono piene di errori, alcuni li ho già visti, per altri ho bisogno di un professionista per rendermene conto.

Intanto sono passato dal gattonare al camminare su due piedi anche se non speditamente.

Per correre c’è tempo.

Io non ho fretta.

Imparando dai Maestri

Prima o poi dovrò sistemare questa “cosuccia” dell’inchiostrazione. E’ necessario.

Intanto si guarda ai grandi maestri, si sbava sui loro lavori, ti dici “cacchio che bravi, io non ce la farò mai!”, prendi una biro Bic, poi un pennello e ti ci butti. Che Big John Buscema mi sorrida compatendomi benevolmente!

Ludus e nudità

Avrei potuto fare una ricerca migliore e più approfondita per le armature delle ragazze. Oppure avrei potuto aggiungere stracci o bikini di pelliccia per coprire le nudità. Avrei potuto farlo.

Lo spirito della campagna di Gurps a cui sto giocando prevede scene di nudo gratuito modello commedie erotiche all’italiana degli anni ’80, goliardia, voglia di divertirsi e rilassarsi condito con gli elementi classici dello sword&sorcery degli inizi, quello di Howard per intenderci, insieme a tanta birra, patatine e schifezze varie. Coprirle significherebbe tradire questo spirito. E’ una responsabilità troppo grossa, non ce la faccio.

Che le ragazze girino pure nude per i boschi di Argos e Messantia.

Oro, lividi e tette

In ogni ludus che si rispetti, da quelli dei Peplum delle serie tv o a quelli fantasy delle tavole dei giocatori di ruolo, c’è sempre la scazzottata o il combattimento per vedere chi è il gallo dominante del pollaio, con conseguenti scommesse. In questo caso, ci si picchia per vedere chi è la femmina alpha. Niente sangue, solo il minimo necessario, per il resto botte, lividi e nudità gratuite come se piovesse. Le ragazze festeggiano, altri si stupiscono: semplice solidarietà femminile o felicità per l’arrivo di un cospicuo numero di monete d’oro?

De Rebus Militum II, ovvero Delle Tavole Storiche bis

Vedersi di fronte le legioni schierate in perfetto ordine, con i manipoli ben distinti e disciplinati, doveva essere uno spettacolo bellissimo e terrificante allo stesso momento. La difficoltà della tavola consisteva nell’esigenza degli autori, il dinamico duo Battaglia&Ventura, di mostrare le file ben schierate secondo i propri ruoli. E in mancanza di adeguate referenze in materia la progettazione non è stata affatto facile

Sempre in collaborazione con il colorist Nicola Righi tavola interna del libro De Rebus Militum II, autori Dario Battaglia e Luca Ventura, edizioni Istituto ArsDimicandi

L’importanza delle “referenze”

Non mi dilungherò pù di tanto su questa oramai annosa questione sull’uso delle “references” nella composizione di una illustrazione. Non troverete nessun artista di primo piano, nessun maestro, nessun illustratore di grido che vi consiglierà di NON usare delle immagini di riferimento per i vostri lavori.La facilità di reperire le referenze nella rete dovrebbe spingere anche il più refrattario degli illustratori a utilizzare questo fondamentale aiuto. Nell’illustrazione qui pubblicata, usata come esercizio per la colorazione, è evidente dove ho usato delle referenze e dove no. Ho abbozzato le figure a biro Bic a mano libera, senza copiare immagini o modelli dal vero, mentre ho dedicato più tempo allo sfondo e alla ricerca di mmagini per poterlo comporre. La differenza è evidente. Per luci e ombre ho cercato a lungo dei modelli fino a che non ho trovato quelli che mi soddisfacevano.

Illustrazione non pensata specificamente per il colore ma usata come esercizio per prendere dimestichezza con la colorazione.