Ludus e nudità

Avrei potuto fare una ricerca migliore e più approfondita per le armature delle ragazze. Oppure avrei potuto aggiungere stracci o bikini di pelliccia per coprire le nudità. Avrei potuto farlo.

Lo spirito della campagna di Gurps a cui sto giocando prevede scene di nudo gratuito modello commedie erotiche all’italiana degli anni ’80, goliardia, voglia di divertirsi e rilassarsi condito con gli elementi classici dello sword&sorcery degli inizi, quello di Howard per intenderci, insieme a tanta birra, patatine e schifezze varie. Coprirle significherebbe tradire questo spirito. E’ una responsabilità troppo grossa, non ce la faccio.

Che le ragazze girino pure nude per i boschi di Argos e Messantia.

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Oro, lividi e tette

In ogni ludus che si rispetti, da quelli dei Peplum delle serie tv o a quelli fantasy delle tavole dei giocatori di ruolo, c’è sempre la scazzottata o il combattimento per vedere chi è il gallo dominante del pollaio, con conseguenti scommesse. In questo caso, ci si picchia per vedere chi è la femmina alpha. Niente sangue, solo il minimo necessario, per il resto botte, lividi e nudità gratuite come se piovesse. Le ragazze festeggiano, altri si stupiscono: semplice solidarietà femminile o felicità per l’arrivo di un cospicuo numero di monete d’oro?

L’importanza delle “referenze”

Non mi dilungherò pù di tanto su questa oramai annosa questione sull’uso delle “references” nella composizione di una illustrazione. Non troverete nessun artista di primo piano, nessun maestro, nessun illustratore di grido che vi consiglierà di NON usare delle immagini di riferimento per i vostri lavori.La facilità di reperire le referenze nella rete dovrebbe spingere anche il più refrattario degli illustratori a utilizzare questo fondamentale aiuto. Nell’illustrazione qui pubblicata, usata come esercizio per la colorazione, è evidente dove ho usato delle referenze e dove no. Ho abbozzato le figure a biro Bic a mano libera, senza copiare immagini o modelli dal vero, mentre ho dedicato più tempo allo sfondo e alla ricerca di mmagini per poterlo comporre. La differenza è evidente. Per luci e ombre ho cercato a lungo dei modelli fino a che non ho trovato quelli che mi soddisfacevano.

Illustrazione non pensata specificamente per il colore ma usata come esercizio per prendere dimestichezza con la colorazione.

 

Complicarsi la vita

Quando, per imparare la colorazione, tutti ti dicono di cominciare con un soggetto semplice, ma tu non capisci niente e ti fai prendere la mano dagli elementi classici dello Sword&Sorcery….

L’intenzione iniziale era di raffigurare solamente la guerriera e la maga, ma poi mi sono fatto prendere dalle classiche domande: cosa ci fà la guerriera in un bosco? La maga è un pericolo o un’alleata? Perchè il bosco potrebbe rivelarsi pericoloso? Le classiche domande che ci si pone quando si concepisce un’illustrazione, per dare una storia e un contenuto alle immagini.

Forse avrei dovuto frequentare una scuola e non andare avanti a spizzichi e bocconi da autodidatta, ma tant’è…..

Elementi classici dello Sword&Sorcery presenti: damigella in difficoltà, spade, magia, incantesimi e belle donne poco vestite! Gli stereotipi mi fanno un baffo!

 

Si comincia a prendere colore….

Si continua nelle sperimentazioni con il colore. Photoshop è un potente alleato per gli autodidatti come me, in quanto ti permette l’errore, puoi essere più tranquillo, sai che si possono rimediare le incertezze e gli sbagli. E se non ti piace l’atmosfera o la luminosità puoi modificarle senza dover ricominciare da capo. Prima o poi intraprenderò anche la via della materia del colore. Intanto procediamo con un classico: Sword&Sorcery e guerriere nude!